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Nicola Luciano Cipriani

fustellatura falsa

PIAZZA DEL PLEBISCITO – NAPOLI, FALSO


Nicola Luciano Cipriani – perito filatelico

Come previsto nel precedente articolo su Piazza della Signoria di Firenze in merito alla possibilità che fosse stata falsificata l’intera serie, ecco che è comparso un secondo valore, quello per il primo scaglione di peso della zona 1, Piazza del Plebiscito – Napoli.

Questa volta il caso mi ha fatto trovare un invio affrancato con tre francobolli in questione in affrancatura plurima (figura 1) che descriverò poco oltre. Ringrazio naturalmente per la collaborazione il collezionista che ha pensato di passarmi la busta dalla quale purtroppo, ma giustamente nel rispetto della privacy, sono state tolte le etichette del mittente e destinatario, sulle quali doveva esserci anche l’etichetta della registrazione.

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Figura 1 – lettera inviata il 7.12.20 ed affrancata per € 8,25. Purtroppo l’annullo non è leggibile, a parte la data, ma il valore dell’affrancatura è tipico di una assicurata convenzionale del terzo scaglione di peso (50 – 100 gr).

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Poco male, qualcosa si può sempre ricostruire con gli elementi a disposizione. I francobolli che compongono l’affrancatura hanno origine piuttosto variegata. I tre commemorativi sono recuperati da invii non annullati, i Posta Italiana sono falsi ad eccezione del valore da 0,25 ed infine i tre valori di Piazza del Plebiscito – Napoli, tariffa B zona 1, anch’essi falsi.

Innanzitutto i francobolli applicati ammontano ad un totale di € 8,25 che nell’ultimo tariffario corrispondono ad una sola voce, quindi senza ambiguità, ad una Assicurata Convenzionale del terzo scaglione di peso che corrisponde ad un invio compreso tra 50 e 100 grammi.

In quanto ai francobolli e tralasciando i commemorativi riciclati, i Posta Italiana falsi sono: i cinque pezzi da 0,05 ed i due 0,70 euro. I 5 cent sono facilmente riconoscibili dalle caratteristiche “graffiature” sulle scie verdi e rosse, mentre i due 70 cent dalla caratteristica copertura di embossing digitale su tutte le parti a stampa. Ricordo che l’embossing è una vernice plastica trasparente caratterizzata da un certo spessore e forma di stampa che possono essere controllati. L’embossing utilizzato sino ad oggi dai falsari presenta gibbosità caratteristica per simulare la leggera rugosità della calcografia. Nei due francobolli da € 070 di Posta Italiana la gibbosità è molto grossolana, tipico della prima tiratura di queste imitazioni, tanto grossolana da simulare una calcografia irreale. Successivamente da parte dei falsari sono stati fatti alcuni tentativi correttivi che hanno portato alla riduzione della gibbosità dell’embossing fino a questa applicata sulle imitazioni attuali della Piazze d’Italia. Ma il risultato, benché abbastanza buono, non sembra proprio sufficiente a far passare inosservati questi francobolli.

Passo alla presentazione di questo nuovo falso (figura 2). a destra l’originale.

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Figura 2 – confronto tra l’imitazione e l’originale (a destra). La luminosità molto bassa dell’imitazione non ha riscontro con gli originali.

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Già a colpo d’occhio si può notare la differente luminosità del disegno. Ho confrontato l’imitazione con quasi tutte le tirature originali di questo francobollo e la differenza è sempre evidente e costante.

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La fustellatura

Ha le stesse caratteristiche del falso Piazza della Signoria e riporto gli angoli mettendo in evidenza solo i dentoni (figura 3).

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Figura 3 – i quattro dentoni d’angolo sono arrotondati nell’imitazione (a sinistra), mentre nell’originale sono leggermente lanceolati.

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Si noti la differente geometria dei dentoni angolari tra i due esemplari, l’originale è sempre a destra. Inoltre nell’imitazione la rotondità dei dentoni si mostra leggermente differente nelle quattro posizioni.

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La carta e la fluorescenza

I tre francobolli su busta non consentono di fare osservazioni esaustive, ma il colore della carta che emerge dalla scansione mostra già di per sé una differente risposta come evidenziabile dalle due figure precedenti le quali mostrano un colore grigino della carta dell’imitazione rispetto a quella dell’originale. Questa differenza era stata evidenziata anche nel falso di Piazza della Signoria.

Anche la fluorescenza è decisamente identica (figura 4) a quella del falso “fiorentino”, sarebbe stato strano il contrario.

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Figura 4 – la risposta alla lampada di Wood è decisamente identica nei due falsi.

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La stampa

Questo secondo falso, direi che è stato realizzato con minore attenzione rispetto a Piazza della Signoria. Infatti la vignetta dell’imitazione è più stretta, e non di poco, rispetto all’originale. Nella figura 5, le vignette sono allineate a sinistra e l’originale è in alto. L’imitazione è decisamente meno larga ed i punti di confronto evidenziati dai segmenti rossi mostrano come la differenza tra elementi uguali cresce procedendo verso destra; ciò sta ad indicare che l’immagine è stata riprodotta fotograficamente o con uno scanner e che non è stata posta la giusta attenzione nella riproduzione delle dimensioni.

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F igura 5 – la larghezza delle due vignette è visibilmente differente: più corta nell’imitazione, in basso.

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Lo stesso si può evincere dal confronto dei particolari in altezza (figura 6) i quali mostrano un generale accorciamento.

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Figura 6 – la vignetta dell’imitazione ha altezza minore rispetto a quella dell’originale.

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Ma non sono solo queste le differenze che si possono evidenziare. Ad esempio il colonnato sinistro della figura 5, nell’originale è posto secondo la gravità, cioè le singole colonne sono verticali mentre, nell’imitazione, i “muratori” hanno dimenticato di usare il filo a piombo.

Al di la dei particolari, quello che salta subito agli occhi è la scarsa luminosità dell’immagine rispetto a quella dell’originale. Tale differenza macroscopica è dovuta essenzialmente al colore decisamente nero del tratto ed al suo spessore. In molte parti, dove si ha un reticolo dei tratti neri, il quadratino bianco contenuto all’interno degli incroci è generalmente più piccolo. Credo che questo sia il particolare maggiormente determinante per la resa più scura di tutta la vignetta. Ci sono però anche le ombre di particolari architettonici che sono state disegnate senza “movimento”, sono limitate rigidamente senza tener conto del graduale passaggio verso la fine dell’ombreggiatura. Questo carattere è comune anche al suo parente stretto Piazza della Signoria. Altri particolari sono offuscati dalla rigidezza delle forme, tra queste la scritta D.O.M.D. FRANCISCO DE PAULA FERDINANDUS I EX VOTO A MDCCCXVI, posta sul frontone, che nell’originale è comprensibile e parzialmente leggibile mentre nell’imitazione è totalmente incomprensibile.

Sono da mettere in risalto altri due punti, la trama della pavimentazione e la luminosità del cielo in alto e a destra del timpano triangolare della facciata del tempio dedicato a S. Francesco di Paola.

La trama della pavimentazione nell’originale (figura 7 in alto) è molto delicata, è di colore grigio e sfuma dolcemente verso il bianco. Nell’imitazione invece è molto dura, di colore nero e senza sfumature di addolcimento verso i bordi ma, soprattutto, ha una trama molto differente. La mancanza di sfumature è dovuta all’uso di retini che sono stati utilizzati al posto dell’incisione.

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Figura 7 – la pavimentazione molto sfumata nell’originale (in alto) molto più dura e differente nella trama nell’imitazione.

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Per quanto riguarda invece la luminosità del cielo sopra e lateralmente al timpano triangolare (figura 8), notiamo ancora la totale mancanza di sfumature che invece caratterizzano l’originale (a destra).

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Figura 8 – il bagliore luminoso del tramonto che sovrasta il timpano è sfumato nell’originale (a destra) mentre nell’imitazione è composto da tre retini che irrigidiscono l’immagine.

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Anche in questo caso, la variazione di luminosità prodotta dagli ultimi raggi del tramonto è costruita con tre differenti retini, puntinato in basso, segmentato nella fascia di transizione e rigato per la restante parte del cielo. Queste tre fasce retinate sono rigide e costanti al loro interno; nell’originale invece la mano dell’incisore ha fornito vitalità al tratteggio che sfuma gradatamente senza interruzioni.

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I colori e le vernici

quanto detto per le leggere differenze cromatiche nel precedente articolo sulla piazza fiorentina, vale anche per questa seconda imitazione, però in questo caso si possono notare altre differenze (figura 9).

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Figura 9 – la lettera B dell’imitazione (a sinistra) si riconosce per il rigato obliquo e per essere un carattere bold rispetto all’originale.

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La dimensione della B dell’imitazione è di pochissimo più bassa di circa 1-2 decimi di millimetro, ed inoltre il reticolato interno appare più un rigato obliquo a causa del maggiore spessore di una delle due famiglie di tratti. Questi due particolari sono in linea con il falso fiorentino; ciò che distingue questa imitazione è la B che appare essere un carattere grassetto rispetto all’originale, si notino le due grazie a sinistra.

Anche la scritta mini, identica a quella della piazza di Firenze, ha caratteri leggermente più piccoli rispetto a quelli originali e con tono di colore più smorto, in questo caso, spinto verso il marrone (figura 10).

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Figura 10 – la miniscrittura dell’imitazione (a sinistra) ha corpo leggermente più piccolo e colore decisamente più marrone rispetto all’originale.

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Differenze, anche se solo nel tono cromatico, si riscontrano anche nella scritta italia. Il verde dell’originale è un colore metallizzato (figura 11 a destra) ed è stato imitato con un comune verde marcio ben distinguibile.

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Figura 11 – La scritta italia ha le stesse dimensioni dell’originale (a destra), ne differisce per la tipologia di inchiotro non metallizzato da cui ne consegue una tonalità di verde differente.

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Concludo la descrizione della stampa con, l’ormai classico, embossing digitale, la vernicetta plastica che conferisce spessore alla stampa. Come accennato all’inizio dell’articolo, questo è un elemento dirimente nel riconoscimento di queste imitazioni (figura 12).

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Figura 12 – la luce riflessa dalla superficie dell’embossing digitale conferisce una certa nebulosità all’immagine; nell’originale invece, nelle stesse condizioni mantiene sempre chiara la propria immagine.

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Infatti, come si può osservare, la luce riflessa dell’imitazione nel suo complesso interferisce con l’immagine tendendo ad offuscare il disegno tanto da farlo apparire come se fosse immerso nella nebbia. Al contrario, l’originale ha una riflessione più metallica e l’immagine ne viene esaltata. L’effetto nebbia è prodotto dalle gibbosità dell’embossing la quale interferisce con la luce incidente che in parte viene assorbita dalle bollature per rifrazione, in parte viene riflessa in tutte le direzioni.

Osservando l’imitazione ad un maggiore ingrandimento si osservano, non solo la fitta puntinatura delle bollicine di embossing, ma anche dei veri e propri segmenti paralleli alle linee oblique del cielo (figura 13), sembra di vedere Napoli sotto una pioggia di gocciolone giganti.

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L’embossing viene stampato alla fine del processo ed è quindi al di sopra di tutti gli altri colori. Questa particolare vernice plastica viene utilizzato in vario modo, generalmente serve per conferire un effetto di rilievo alla stampa in modo da enfatizzare alcuni aspetti cromatici o del disegno. I falsari invece l’hanno applicato per simulare l’effetto debolmente rugoso della calcografia regolando le dimensioni delle bollicine. Purtroppo per loro, ma positivo per noi, l’embossing riflette la luce in modo particolare e questo carattere ne rende molto facile rilevarne la presenza.

UNA RACCOMANDATA NON ANNULLATA

Nicola Luciano Cipriani – perito filatelico

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Antefatto

Oggi molte registrate (raccomandate e assicurate a cui va aggiunto anche il prioritario) affrancate dal mittente spesso non vengono annullate presso gli uffici postali di accettazione, ma solo per non conoscenza delle regole o noncuranza da parte degli addetti. Infatti tutte le registrate devono essere obbligatoriamente annullate presso l’ufficio di partenza, obbligo abbondantemente misconosciuto, non solo da molti impiegati postali, ma anche da molti cittadini che si recano in posta per fare le spedizioni. Quando personalmente ho un invio registrato da spedire già affrancato, attendo che l’addetto faccia tutte le operazioni di registrazione ed alla fine chiedo cortesemente di annullare l’affrancatura, nel caso in cui noto perplessità, gli ricordo l’obbligo dell’operazione di annullamento. Purtroppo la manualità delle operazioni di affrancatura per mezzo di tp label e similari ha generato l’idea errata che nulla si deve annullare, tanto fanno tutto al CMP. Sbagliatissimo per le registrate! Presso il CMP viene esclusivamente fatta la loro trascrizione dei passaggi di mano ed ancora una volta nessuno provvede ad annullare l’affrancatura a mezzo francobolli. Probabilmente bisogna considerare anche il livello di attenzione/distrazione da parte degli operatori perché le registrate affrancate sono una percentuale minimalissima rispetto a quelle passate sotto le affrancatrici meccaniche.

Fino a qualche tempo fa, quando ricevevo una registrata affrancata e senza annulli, riuscivo a farla annullare in arrivo motivandolo con il mancato obbligo da parte degli operatori che hanno avuto tra la mani la missiva. Oggi è praticamente impossibile, c’è il divieto categorico per tutti gli operatori apporre annulli su missive in arrivo di qualunque tipo, anche per la posta 4. Anche i francobolli ritagliati e su frammento non possono essere più affrancati. Questo comporta che chi cerca di mettere insieme francobolli annullati resta con le pive nel sacco tutte le volte che ha tra le mani un invio non annullato. Stranissima regola interna a Poste Italiane, probabilmente ci sarà una motivazione valida a noi sconosciuta, perché quei francobolli possono essere nuovamente utilizzati frodando le Poste. Questa infatti era la mia motivazione più stimolante per avere l’apposizione degli annulli.

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Il fattaccio

Quanto esposto sino ad ora è scaturito proprio dal ricevimento di una raccomandata affrancata con francobolli sui quali non era stato apposto l’annullo in partenza (figura 1).

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figura 1 – busta raccomandata spedita da Villaricca (NA) il 29.07.2020 ed arrivata a Firenze il 05.08.2020

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Ho provato con varie argomentazioni, ma non c’è stato nulla da fare. Erano presenti tre addetti ed il loro è stato un coro monotòno. Alla fine uno di loro mi ha prospettato l’unica azione possibile: stampare la tracciatura del percorso fatto dalla missiva utilizzando il codice numerico del talloncino raccomandato (figura 2).

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figura 2: tracciatura della raccomandata attraverso il codice numerico del talloncino raccomandato

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In un baleno mi sono reso conto che questo avrebbe potuto essere un buon espediente, ma subito dopo mi sono reso conto che il valore della tracciatura che possa convalidare l’avvenuta spedizione va benissimo (come valore legale della consegna non ha lo stesso valore della Ricevuta di Ritorno o Avviso di Ricevimento in quanto non comprova il ricevimento della missiva), ma per quelli filatelici non aveva affatto lo stesso valore dell’annullo con Guller.

Il mio interesse ad avere un qualcosa che mi potesse comprovare l’avvenuta spedizione con l’affrancatura era dovuto al fatto che, appena presa in carico la busta, mi sono reso conto istantaneamente che erano stati utilizzati tutti francobolli falsi. Peccato senza annulli!

Mentre del 10 cent di posta italiana (la bustina che vola, figura 3), ne sono stati utilizzati in abbondanza e sono comunissimi, la novità sono i due commemorativi.

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Figura 3: 10 cent particolare delle scie colorate in cui sono visibili i sottili graffi bianchi tipici dei falsi.

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L’alto valore da 3,60 emesso in occasione del 270° anniversario della morte di Anna Maria Luisa de’ Medici emesso il 18 febbraio 2013 (figura 4)

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Figura 4: 3,60 particolare angolo alto sinistro. Si noti la fitta puntinatura colorata, sul giallo e sul viso del noto personaggio, tipica della stampa con stampante laser.

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ed il 200° anniversario della fondazione del Corpo delle Guardie Penitenziarie da 0,95 emesso il 18 marzo 2017 (figura 5).

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figura 5: 0,95 cent particolare delle scritte in basso. E’ ben visibile la puntinatura tipica di una stampante laser.

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Entrambi questi francobolli originali sono stampati in rotocalcografia, mentre le due imitazioni, per altro molto brutte ed evidenti, sono stati realizzati con una stampante laser. Insomma la differenza è decisamente evidente.

Anche la fustellatura è un chiaro elemento di riconoscimento dei falsi (figure 6 e 7), ha le stesse caratteristiche di quella utilizzata in recenti imitazioni e segnalate sia dallo scrivente (https://www.ilpostalista.it/falsi/falsi042.htm, https://www.ilpostalista.it/falsi/falsi034.htm) che da Ketty Borgogno (Il Foglio, marzo 2020, n. 203) sulle emissioni del Centro storico di Urbino (€ 2,80, del 2008), il Giubileo (€ 2,90, del 2015) ecc.

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Figura 6 – particolare della fustellatura nel commemorativo da € 3,60 (270° Anna Maria Luisa De’ Medici). Si noti la irregolarita della fustellatura in basso.

Figura 6 – particolare della fustellatura nel commemorativo da € 0,95 (200° Corpo di Polizia Penitenziaria). Si noti la irregolarita della fustellatura, in questo caso a sinistra.

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Considerazioni filateliche

Non credo affatto che oggetti del genere possano essere appetibili per un collezionista interessato ai falsi per vai motivi. Il primo è sicuramente l’assenza dell’impronta Guller o similare; l’annullo ha un valore molto forte, direi imprescindibile in storia postale. Ma facendo un discorso per assurdo, anche ammesso che un invio del genere possa essere oggetto di attenzione da parte di qualche collezionista che segue l’evoluzione dei servizi di Poste Italiane, chiederebbe sicuramente una garanzia, magari anche a mezzo perizia, sulla originalità del pezzo. Ammesso che da un punto squisitamente tecnico possiamo accettare che la tracciatura possa soddisfare la garanzia del percorso dell’invio, resta un altro problema e cioè che la tracciatura non garantisce la veridicità dell’affrancatura.

Se si fosse tutti onesti, l’attestato della tracciatura del percorso e dei tempi della spedizione garantirebbe la veridicità della spedizione e di conseguenza anche dell’affrancatura. Ma se si pensa che vengono manomessi molti invii comuni e regolarmente annullati per renderli meno comuni e quindi più appetibili al collezionista, ci si rende immediatamente conto che la manomissione di invii con francobolli non annullati diventa un gioco da ragazzi.

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