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Nicola Luciano Cipriani

emissione posta aerea libia 1936

TIPI DI CARTA E FILIGRANE LETTERE NEL 50 CENT. DI POSTA AEREA DI TRIPOLITANIA CON SOPRASTAMPA LIBIA

Nicola Luciano Cipriani

 

 

 

Dopo aver controllato circa 10.000 esemplari del cent. 50 rosso con soprastampa LIBIA mi è venuto spontaneo proporre un articolo sulle filigrane lettere. In effetti ho realmente analizzato 98 mazzette e qualche piccolo lotto di sfusi. La curiosità è scaturita da un esemplare con lettere in doppia fila ben evidenti. Avevo già notato nella precedente visione del cugino viola di Cirenaica una certa scarsità di ritrovamenti ed anche una certa monotonia della posizione di filigrana, tratterò in altro articolo questo francobollo. Passando allo studio del cent 50 rosso ho fatto osservazioni più attente anche perché mi era stato dato un lotto in cui faceva bella mostra di sé un esemplare con filigrana lettere in doppia fila, ben noto al suo proprietario.

Da quanto sopra è evidente che le filigrane lettere in questi valori non sembrano affatto essere frequenti e l’idea mi è balenata ben presto nel cervello allorquando, dopo la visione di diverse mazzette, non usciva nemmeno un esemplare con lettere appena accennate. In realtà il discorso sulle filigrane lettere va fatto con le pinze in quanto questo argomento ha attratto molti collezionisti, specialmente a partire dagli scorsi anni ’70-’80. Il non trovare quindi esemplari con queste caratteristiche è chiaramente legato al numero dei passaggi di mano nel corso del tempo. Non tenterò affatto di fare statistiche in merito perché sicuramente non saranno obiettive.

Le impronte dei timbri sono state studiate prima da Piero Macrelli e più recentemente da Di Vita; questo ha aggiunto alcune impronte per la libia in generale, ma l’elenco fatto da Macrelli per quelli usati specificatamente per Tripoli è molto più ampio.

 

I tipi di carta e l’orientamento della filigrana

Prima comunque di trattare la filigrana, ritengo utile descrivere il supporto e l’orientamento delle corone in filigrana. Come è noto la filigrana è un tappeto di corone che assumono la posizione normale nel formato doppio orizzontale; per la stampa dei formati verticali le vignette sono riprodotte sul cilindro di stampa in posizione coricata e quindi anche la filigrana assume questa posizione.

In quanto all’inversione della posizione della filigrana (destra-sinistra o alta-bassa) può avvenire principalmente per due cause, entrambe in fase di lavorazione in cartiera. La prima è causata quando la colla viene applicata sul lato opposto a quello che porta la filigrana; la seconda è prodotta dalla direzione di avvolgimento delle bobine. Ci sarebbe anche una terza causa dovuta all’allestimento del piano di appoggio della pasta che deve ricevere le impronte della filigrana, ma questo terzo caso mi sembra poco probabile anche se comunque possibile. I due casi precedenti si possono distinguere in quanto, nel primo caso, la stampa viene apposta sul lato della filigrana riconoscibile con luce radente.

Anche la carta può essere di vario tipo, quando la costanza della produzione in cartiera tende un po’ a venir meno si generano differenze anche nel prodotto finale; questo problema deriva dalla tipologia di materiale grezzo che arriva in cartiera e sostanzialmente dipende dal rapporto vegetale/cenci. Le antiche cartiere ricevevano attraverso un sistema di raccolta a livello regionale essenzialmente frammenti di stoffe usate ed abiti logori. L’uso della cellulosa da vegetali si è sviluppato invece nella prima metà dello scorso secolo e le due tipologie di approvvigionamenti sono state parallele per diversi decenni.

Questa premessa descrittiva è stata necessaria in quanto il francobollo in esame si presenta con due differenti tipi di carta: uno leggermente colorato in nocciola molto chiaro ma ben evidente che chiamerò carta crema e l’altro invece tipicamente bianco (figura 1).

Figura 1 – a sinistra esemplare stampato su carta bianca, a destra un secondo esemplare stampato su carta color nocciola chiaro. La differenza si intravede anche sul fronte, in particolare sul perime-tro bianco; anche il co-lore della stampa può esserne influenzato.

 

 

 

In entrambi i casi si osservano molto saltuariamente variazioni di debole intensità del colore della carta ma non mi sono addentrato in specifiche di questo tipo. Da precisare che i colori della carta in figura 1 sono risultanti dalla scansione e potrebbero esserci modeste differenze di tonalità dovute all’effetto del sistema elettronico di scansione e di memorizzazione.

La caratteristica più evidente dei due tipi principali di carta descritti, oltre il colore, è l’orientamento delle corone che può essere destro o sinistro; tale direzione è data dalla posizione della croce sull’apice della corona. In base agli esemplari visionati, la filigrana è quasi esclusivamente destra nella carta bianca e altrettanto quasi solo sinistra in quella crema. Ho riscontrato pochissimi esemplari con l’orientamento invertito in entrambi i casi. Tra l’altro ho notato che gli esemplari su carta crema riportano principalmente l’annullo POSTA AEREA * TRIPOLI D’AFRICA * corrispondente al n. 131 della classificazione di Macrelli e al n. 65 di quella di Di Vita.

 

Figura 2 – Da sinistra le prime due immagini sono dello stesso franco-bollo su carta bianca; la coppia di destra invece riproduce l’esemplare su carta crema. En-trambi sono gli stessi di figura 1. Si noti il differente orientamento delle corone in filigrana.

 

 

In figura 2 riporto i due esemplari di figura 1: carta bianca (coppia sinistra) e carta crema (coppia destra); ciascuna coppia di immagini riproduce lo stesso esemplare, a sinistra immagine scansionata in luce bianca ed a destra lavorata con software di grafica allo scopo di rendere ben visibile la filigrana. La carta crema, nell’immagine grigia, mostra una maggiore puntinatura (piccoli puntini scuri) messa in evidenza dalla eliminazione dei colori, tali puntini rivelano una maggiore porosità della carta che ne determina anche una maggiore morbidezza; al contrario la carta bianca presenta una leggera maggiore consistenza. Tali caratteri dipendono decisamente dal materiale grezzo utilizzato e probabilmente l’impasto dal quale è derivata la carta crema è più eterogeneo di quello utilizzato per la produzione di carta bianca.

Per la carta crema ho visionato un numero di esemplari corrispondente a circa il 10% del campione analizzato corrispondente a un migliaio di esemplari. In questi la costanza della tipologia di carta e la posizione delle corone in filigrana sono decisamente molto costanti. Quasi sempre sono presenti due corone intere e abbastanza centrate rispetto alla dentellatura, raramente ho trovato esemplari con un piccolo accenno della terza corona. In due soli esemplare ho potuto constatare la posizione invertita della filigrana e in figura 3 propongo l’esemplare annullato con impronta POSTA AEREA * TRIPOLI * corrispondente alla n. 131 di Macrelli e n. 68 di Di Vita.

 

 

Figura 3 – esemplare su carta crema con filigrana invertita: corone volte a destra.

 

 

Parimenti per la carta bianca sono difficili da trovare quelli con filigrana sinistra. In figura 4 mostro un esemplare annullato a Tripoli con timbro annullatore POSTA AEREA x Tripoli d’africax corrispondente al n. 131 della classificazione di Macrelli e il 65 quella di Di Vita; e presente nell’elenco della voce “I Bolli di Tripoli”, argomento all’interno del Forum AICPM.

 

Figura 4 – esemplare su carta bianca con filigrana invertita: corone volte a sinistra.

 

 

Nella gran massa del materiale analizzato ho trovato due esemplari che presentano due differenti irregolarità in una corona della filigrana. La prima (Figura 5) è stata individuata in un francobollo annullato presso la Succursale n. 3 con l’impronta corrispondente al n. 2 secondo Di Vita e n. 195 secondo Macrelli.

 

Figura 5 – questo esemplare ha una corona centrale e due parziale in alto e in basso. La corona parziale in basso appare, seppur non intera, con evidente spostamento verso destra rispetto alle altre due come evidenziato dalle frecce verdi e dalla linea rossa.

 

 

L’elemento di filigrana più in basso appare per una modesta porzione ma con evidente spostamento verso destra rispetto alle altre due. A prima vista potrebbe sembrare un semplice spostamento come è stato riscontrato in altre situazioni; in realtà più che mero spostamento direi che questo sia stato accompagnato anche da una rottura (figura 6) dove riporto una immagine elaborata con software di grafica per evidenziare i particolari.

 

 

Figura 6 – immagine parziale di figura 5 rielaborata per evidenziare non solo lo spostamento ma anche la rottura della croce in basso.

 

 

La base della corona spostata (freccia verde) sembra essere rimasta più o meno secondo l’allineamento iniziale come mostrano i due segmenti rossi. La restante parte di corona sembrerebbe spostata verso destra. C’è un altro dato che potrebbe fornire un contributo: la lunghezza dei due segmenti rossi è differente. Il graticcio di corone per costruzione dovrebbe avere la disposizione regolare con distanze orizzontali e verticali pressoché costanti. La perfezione del tappeto di corone non era certamente ideale, ma difficilmente si potevano avere variazioni di spaziatura tra le corone così evidente come in figura 6. Può succedere, non con tanta facilità, che un elemento del tappeto di corone possa spostarsi ma in questo caso penserei più probabile una interpretazione (sopra accennata) un po’ complessa che prevede lo spostamento della corona accompagnata dalla separazione tra la base e la parte soprastante in tal modo si giustificherebbe sia la distanza ridotta evidenziata dai segmenti rossi sia la maggiore distanza della parte alta della corona. Peccato che la dentellatura sia nella posizione meno opportuna e genera una certa ambiguità che non aiuta. Purtroppo non ho trovato il francobollo sottostante. Nel caso esistesse e qualche collezionista sa di averlo, sarebbe possibile sviscerare meglio questo strano fenomeno.

Il secondo esemplare è invece passato per posta senza essere annullato, si tratta quindi di un nuovo senza colla (figura 7). In questo esemplare la corona in basso presenta una rottura in corrispondenza dell’attacco con la base.

 

Figura 7 – secondo esemplare con la corona in basso rotta. Le frecce verdi ne indicano la posizione. In basso i particolari ingranditi.

 

La posizione della rottura richiama molto la situazione della figura precedente, non può assoltamente trattarsi di una coincidenza. In genere gli elementi delle filigrane sono molto delicati essendo formati da sottili fili metallici, generalmente rame, e possono quindi facilmente incorrere in rotture. Il fatto che i due esempi presentino la rottura nella stessa posizione, ritengo sia lecito pensare che le coroncine avessero proprio in questo punto il loro tallone d’Achille. Nella figura, l’immagine al centro è stata realizzata con la benzina, mentre quella a destra è lavorata con un software di grafica. Le due immagini dovrebbero rendere meglio la situazione.

 

 

La filigrana lettere

Come accennato all’inizio, non è possibile fare valutazioni statistiche sulla frequenza di ritrovamento di esemplari con filigrana lettere a causa dei passaggi di mano che questo materiale ha subito negli ultimi 50 anni circa durante i quali è cresciuta notevolmente la ricerca di esemplari con questa variante di filigrana. Un aspetto a favore è invece dato dai mezzi disponibili alla ricerca di questi particolari esemplari. Le agevolazioni tecnologiche sono relativamente recenti, un tempo si usava solo la benzina rettificata, cernendo gli esemplari indiziati. Ma la cernita basata su osservazioni dirette non è particolarmente remunerativa quando la filigrana è poco o molto poco visibile. Oggi con le scansioni e lavorando con opportuni software è possibile analizzare velocemente grandi quantità di esemplari.

Tornando alle nostre mazzette, qualcuna certamente sarà passata poco osservata, direi veramente poche. Tale considerazione scaturisce dalla completa assenza di alcun segno di questa filigrana nella maggior parte delle mazzette visionate. Da un lato è evidente che la ricerca è stata fatta, ma dall’altro è scaturito che il metodo non è sempre stato adeguato, in una delle mazzette ho trovato alcuni francobolli con filigrana lettere 10/10 ed oltre su esemplari nei quali la filigrana è poco visibile in luce bianca. Tra questi è presente anche un secondo esemplare con lettere in doppia fila, ma la doppia fila è appena percettibile poco sopra la linea della dentellatura ed il suo ritrovamento attuale conferma l’inadeguatezza della strumentazione del passato.

Sulla base di quanto detto, in merito alla valutazione statistica mi limiterò pertanto alla sola esposizione del materiale rinvenuto.

 

 

 

 

Filigrana lettere in francobolli stampati su carta color crema

 

I francobolli su questo tipo di carta presentano quasi sempre la filigrana con le due corone abbastanza centrate sui francobolli; segno che molto probabilmente gli operatori addetti facevano molta attenzione alla centratura della stampa sulla bobina. Non ho trovato, se non per minimi accenni la presenza di tre corone con la terza che mostra un accenno parziale della sua presenza. Non ho mai trovato esemplari con una corona centrata e due mezze corone ai suoi lati che avrebbero dato segni dell’esistenza di filigrana lettere intere o quasi. Ho trovato due soli esemplari con presenza di lettere in filigrana, in entrambi i casi le lettere sono in basso e presenti in  modo parziale: 3/10 e 4/10 (figura 8). Oserei dedurre che, nel caso esistessero, il ritrovamento di lettere intere in filigrana debba essere piuttosto difficile.

 

 

Figura 8 – esemplare con filigrana lettere su carta crema e corone volte a sinistra. Le lettere in filigrana sono presenti in basso solo per il 4,1%.

 

 

Filigrana lettere in francobolli stampati su carta bianca

 

La carta bianca si mostra meno avara di lettere in filigrana e le poche rinvenute, relativamente al numero di mazzette visionate sono state concentrate in poche di loro, a loro volta comprese in differenti lotti ricevuti. Nei francobolli con questa tipologia di carta ho incontrato numerosi francobolli con la corona centrale e due mezze laterali ad indicare che la filigrana lettere complete è sicuramente presente.

 

Lettere in doppia fila

Con questo carattere ben evidente è stato trovato un esemplare datomi come elemento eclatante di un lotto di 14 mazzette (figura 9); il francobollo ha annullo di un ufficio postale di concentramento (non è leggibile il suo numero, o XI° o XII°) e la fila intera di lettere presenta un valore decimale di 16,9 e la fila sottostante compare per 5,2/10.

 

 

Figura 9 – esemplare con filigrana lettere in doppia fila. Le lettere intere hanno percentuale 16,9, mentre la fila sottostante compare per il 5,2%.

 

 

In un altro lotto ho trovato un secondo esemplare con filigrana lettere in doppia fila nel quale la fila di lettere paziale è visibile per appena 2,7/10 (figura 10). L’esemplare è stato annullato dallo sportello di Posta Aerea con annullatore BENGASI (POSTA AEREA) n.10 della classificazione Di Vita e presente nel catalogo in fieri per il terzo volume sulla Libia in corso di stesura da parte dell’AICPM. Non è raro l’uso di questi francobolli fuori regione.

 

 

Figura 10 – esemplare con filigrana lettere in doppia fila. Le lettere intere hanno percentuale 16,5 mentre la fila sottostante compare per il 2,7%.

 

 

Lettere basse e lettere alte

 

In questo paragrafo non sono considerati i due esemplari con filigrana lettere in doppia fila. Descriverò i ritrovamenti degli esemplari con filigrana lettere suddividendoli in filigrana lettere in basso e in alto (figura 11). Anticipo subito che la posizione in basso è decisamente più comune. È interessante notare il grande divario tra le due posizioni di filigrana.

 

 

Figura 11 – distribuzione percentuale e massimo noto dei due posizionamenti della filigrana lettere.

 

 

La presenza di filigrana lettere in posizione bassa è numerosa e molto variegata. Nella figura 12 riporto la distribuzione delle percentuali di filigrana lettere secondo tre classi: minore di 5/10, tra 5 e 9,9/10 e valori pieni di 10/10 ed oltre da questi dati è chiara la buona possibilità di rinvenire la filigrana lettere complete.

 

 

Figura 12 – distribuzione di frequenza secondo tre classi di percentuale della presenza di lettere in filigrana.

 

 

La suddivisione presentata ha una sua razionalità dovuta più che altro all’interesse collezionistico dove gli accenni di filigrana lettere sono di regola tralasciati; il dato di maggiore interesse che si ha dalla tabella è la frequenza di lettere piene rispetto a quelle parziali. Non mi è nota, e credo non sia mai stata fatta, una distribuzione statistica generale sulla frequenza di questa tipologia di dati pertanto posso solo presentare i dati relativi al lotto analizzato e specificare che i valori numerici sono relativi esclusivamente a questo lotto senza attribuirgli un significato statistico generale. I valori esposti sono quindi presentati in percentuale relative all’interno di ciascun gruppo descritto.

Detto questo passo al dettaglio delle analisi dei decimi visibili nella filigrana per ciascun gruppo.

 

Lettere intere e parziali visibili in basso

 

Per la descrizione della posizione  della filigrana lettere userò i numeri reali dei campioni trovati senza trasformarli in percentuale.

Nella figura 13 in ascissa riporto il numero dei campioni ed in ordinate i decimi visibili di filigrana lettere. Le due linee azzurre orizzontali delimitano i gruppi descritti nella tabella di figura 11. Landamento ad S della dstribuzione è dovuta sia alla presenza di gruppi di francobolli con lo stesso valore decimale della filigrana lettere, sia dalla differenza (in decimi) non costante tra i vari campioni. Per quanto riguarda i valori percentuali minimi, è possibile che qualcosa mi sia sfuggita per la limitatezza della visibilità, ritengo comunque che si tratti di pochissime unità come si può dedurre dall’andamento della curva in prossimità dello zero.

 

 

Figura 13 – distribuzione di filigrana lettere basse visibile sui francobolli individuati.

 

 

Per capire l’andamento di figura 13 bisogna dire che dove ci sono più di un esemplare con lo stesso valore decimale, questi determinano un pianerottolo nella curva. Ad esempio il tratto orizzontale visibile a cavallo del numero 30,  è dovuto alla successione di ben nove francobolli con lo stesso valore 4,7/10. Dove invece non si formano tratti orizzontali vuol dire che ciascun francobollo ha diverso valore decimale. Un chiaro esempio sono i valori con oltre 10/10 di filigrana lettere che corrisponde alla parte di curva intorno al numero 90. Qui la curva si inclina di più proprio per la maggiore differenza dei valori decimali, in questo gruppo si notano due campioni vicini che determinano un brevissimo tratto orizzontale, si tratta due campioni con identico valore di 11,3/10. Da notare la possibilità di rinvenire qualunque decimale di lettere in filigrana e, con maggiore probabilità, quelli inferiori a 10/10, come si evince dal tratto di curva meno inclinato compreso tra le due linee orizzontali.

Concludendo questa descrizione, la correlazione teorica del grafico dovrebbe essere una retta inclinata nel caso in cui per ciascun valore ci fosse un solo francobollo e la differenza tra i valori decimali sia costante.

 

 

Lettere parziali visibili in alto

 

Già il titolo del paragrafo rivela che in alto ho trovato solo frammenti di lettera in filigrana. Anche se molte mazzette erano state già ispezionate ritengo che questa posizione di filigrana lettere sia molto meno frequente rispetto alla precedente come era già stato anticipato dai dati presentati nella tabella di figura 11.

 

 

Figura 14 – distribuzione di filigrana lettere alte visibile sui francobolli individuati.

 

 

I dati dei pochi esemplari trovati sono esposti nel grafico di figura 14. Come si può notare anche in questo caso la forma della curva è ancora ad S per i motivi espressi sopra. In questo caso i valori, essendo ridotti in numero, non sono in contatto come nel grafico di figura 12 e quindi si presentano con i punti isolati. Da notare che i valori decimali hanno differenze abbastanza vicine tra loro nella parte centrale della curva (tratto più vicino all’orizzontale) mentre le distanze si accentuano agli estremi della distribuzione, andamento notato anche per gli esemplari con filigrana lettere basse. Anche se non molto frequenti, nel caso dei francobolli con filigrana lettere alte, la distribuzione dei punti è abbastanza uniforme e se ne deduce che la loro probabilità di ritrovamento è all’incirca uguale per tutti anche se appare più facile nell’intervallo tra 4 e 5/10 (tratto di curva quasi orizzontale).

 

 

Bibliografia

Di Vita C., (2013) – Libia 1911/1943 – Storia postale della Colonia di Libia e non solo. Volume II. Tasporti Grafici, Trezzano sul Naviglio, MI.

Macrelli P. – I bolli degli Uffici Civili di Tripoli, appunti inediti.

 

Ringraziamenti

Sono molto grato a tutti coloro che mi hanno e mi stanno supportrando in questo complesso studio sui soprastampati Libia dell’ultimo periodo coloniale. Un grazie soprattutto per l’opportunità ricevuta che mi consente di ampliare e trasmettere la conoscenza di questo periodo molto interessante dal punto di vista storico postale.

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICA CON SOPRASTAMPA LIBIA

Nicola Luciano Cipriani – perito filatelico

 

 

1 – Premessa

Come preannunciato nell’articolo precedente (Cipriani 2025), la gran quantità di materiale indagato, che nel frattempo è salito a poco più di 3.000 esemplari, ha fornito altri annulli Bengasi Vaglia che mi hanno aumentato il lavoro ma nello stesso tempo mi hanno permesso di redigere questo articolo dedicato. Mi auguro che questo contributo, che non vuole essere esaustivo, possa essere utile all’aggiornamento della classificazione e descrizione dei timbri utilizzati nella ex colonia libica.

Si ricorda che durante il periodo considerato era in uso il modello vaglia Mod. I del 1926 (figura 1) (Bignami M., 2014) ed il francobollo presente sulle ricevute assolveva un servizio aggiuntivo che, nei casi di cui trattasi, copriva il servizio di posta aerea che corrispondeva a 50 centesimi. Non mi sono noti, per l’arco temporale studiato (1936-42), ricevute vaglia affrancate per altre tipologie di servizi accessori. Tale ricevuta, nota anche come polizzino, veniva consegnata al destinatario come ricevuta della transazione effettuata (IlPostalista).

 

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICA

Figura 1 – Fronte del modulo vaglia tipo del 1926 Mod. I da cent 10; sul fronte si notano le scritturazioni ri-chieste. A sinistra la parte A, al centro la parte B e a destra l’appendice per comunicazioni o polizzino con al retro lo spazio per le eventuali comunicazioni.

 

In totale gli esemplari da me analizzati del 50 cent di Cirenaica con soprastampa libia emesso nel ’36 sono arrivati a superare, anche se di poco, i 3.000 esemplari e sono rappresentativi del periodo 1936-42, periodo d’uso di questo valore. Tra questi ho classificato 97 [poco più del 3% (3,2)] esemplari con annullo chiaramente riferibile all’Ufficio Vaglia di Bengasi.

Gli annulli per la loro dimensione sbordano oltre la superficie dei francobolli, ma l’aspetto positivo è che i francobolli apposti su ricevute vaglia, per la ridotta dimensione delle stesse ricevute, invitavano inconsciamente gli addetti a posizionarlo centralmente e a centrarlo con il guller; infatti molti di questi mostrano le impronte quasi intere. Dove l’annullo è presente per circa il 50%, o meno della loro superficie, talora l’anno d’uso non è leggibile e la classificazione è stata fatta verificando la sovrapponibilità con quelli già catalogati.

La distribuzione di frequenza dei vari annulli durante il periodo indagato mostra un repentino aumento nel 1938 ed il massimo uso nel 1939. Ho trovato solo tre esemplari annullati dall’Ufficio Vaglia di Bengasi nel 1940 mentre non ne ho rinvenuti nessuno annullati nel 1936 e nel 1941. Ciò non vuol dire che non esistano, anzi sono ben noti, anche se non presenti nel lotto da me analizzato. Nelle elaborazioni statistiche presentate poco oltre, dove necessario, ho utilizzato il valore minimo di 3.000 esemplari per avere una cifra intera in quanto con i rinvenimenti a bassa frequenza, come è il caso degli annulli Vaglia di Bengasi, i risultati non cambiano molto e semmai un’inezia al ribasso.

La minore reperibilità di francobolli con annullo Vaglia di Bengasi nel 1936 può essere correlata con il numero di italiani sul territorio. Infatti bisogna tener conto che i piani di sviluppo rurale degli anni ‘20 non ebbero molto successo e la presenza italiana in Libia era ancora abbastanza ridotta. Solo con l’inizio del governatorato di Italo Balbo (1936) si ebbe una forte spinta, soprattutto politica, ad incentivare l’arrivo di famiglie contadine italiane (Capresi, 2007).

Delle ondate programmate dal Governo Balbo, solo quella del 1938 può essere paragonabile ad un esodo. L’arrivo successivo del 1939 fu molto più in sordina. Il governo parlava di 20.000 coloni che andarono ad occupare i centri agricoli di nuova costruzione sia in Tripolitania che in Cirenaica. Questi arrivi, anche se scaglionati, portarono ad un deciso aumento della popolazione tanto che nel 1939 fu realizzato il primo censimento nazionale in Libia distinguendo i nativi dagli italiani. La guerra ormai vicina interruppe le previsioni del governo che aveva programmi di crescita demografica fino agli anni ’50.

Per quanto riguarda la quasi assenza in questo lotto di francobolli con annullo vaglia di Bengasi durante il 1940 (tre esemplari) ed il 1941 (nessuno), può essere spiegato con una consistente riduzione degli invii civili dovuta alle vicende belliche; si ricorda che tra il dicembre ’40 e marzo ’41 la Cirenaica fu occupata dagli inglesi e il servizio postale subì certamente un periodo di fermo/difficoltà superiore ai 3-4 mesi dell’occupazione.

 

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICACON SOPRASTAMPA LIBIA

Figura 2 – Ricevuta vaglia con servizio aggiuntivo di posta aerea annullato a Luigi Razza il 2.10.41 con il timbro di ultima generazione. Invio molto tardivo da questa località che non era munita di timbri vaglia (Coll. privata).

 

Nei primi due anni di guerra, pur non frequenti, sono noti sia invii civili (figura 2) che quelli inviati attraverso la Posta Militare (figura 3); di certo il periodo bellico non ha solo ridotto gli invii a denaro, ma ha anche ridotto la conservazione del materiale relativo.

 

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICA

Figura 3 – Ricevuta vaglia con servizio aggiuntivo di posta aerea inviata da PM 34 il 24.7.41 (Coll. privata).

 

 

 

2 – Le impronte dei timbri “bengasi vaglia” riconosciute

Per procedere al riconoscimento degli annulli, ho iniziato da quelli centrati sui francobolli in modo da ricostruire fedelmente le impronte dei timbri. Poi il lavoro è proseguito per gradi successivi; questa parte della così detta “raccolta dati” è stata abbastanza lunga e di particolare attenzione. Alla fine però la soddisfazione ha avuto il suo giusto compenso.

So benissimo di aver fatto un lavoro che avrebbe scoraggiato già in partenza solo all’idea, ma può capitare facilmente che seguendo un programma organizzato si possano ricevere stimoli paralleli che allargano le previsioni ed in qualche caso diventa necessario indagare e l’argomento può essere inglobato nel programma iniziale. La mia intenzione non era affatto indirizzata verso gli annulli, ma in un certo senso mi ci sono trovato invischiato ed anche con piacere e soddisfazione in quanto ritengo che questo studio può offrire elementi di base per una corretta valutazione del materiale collezionistico; infatti le elaborazioni statistiche effettuate offrono una base scientifica di valutazione supportata dalle frequenze di ritrovamento in questo cospicuo lotto in corso di analisi.

 

2a – Bengasi Vaglia A

Nel precedente articolo (op. cit.) ho presentato due impronte di timbri Bengasi Vaglia che non comparivano ancora in letteratura, a questi avevo aggiunto anche un terzo tipo presente su una ricevuta vaglia proposta nella vendita on line dell’AICPM. A quel tempo non avevo ancora visto la richiesta di collaborazione della stessa Associazione, di cui faccio parte, che invita i soci a fornire impronte di timbri della città di Bengasi. Al di là di questo disguido, il presente studio offre un ampliamento a quanto già presente nella richiesta dell’Associazione.

I due timbri che avevo ricostruito erano chiaramente differenti tra loro anche se entrambi hanno la dizione Bengasi Vaglia A; il primo ha le parentesi che racchiudono (Vaglia A) e nessun simbolo ai lati del datario (tipo I), il secondo, al contrario, non ha le parentesi ma ha due stellette (tipo II). Di queste due impronte, con l’ampliamento dello studio, ho individuato varianti che hanno aumentato il numero dei corrispondenti timbri presenti presso gli sportelli di Bengasi.

Talora le differenze sono evidenti, talora meno; a contribuire alla corretta interpretazione ci sono alcuni elementi che ritengo essere punti fermi come la posizione/distanza tra le stellette e gli altri elementi dell’impronta, la dimensione delle lunette e la eventuale e leggera rotazione di una di esse, la differente dimensione delle lunette, ecc. Di contro il lavoro ha trovato alcuni ostacoli nelle impronte sbavate, multiple, parziali, inchiostrate in eccesso ecc.; è possibile che qualche imperfezione possa saltare fuori, ma almeno nei casi in cui una data impronta è presente in diversi esemplari, la riprova dovrebbe scaturire da sé. Come si può quindi capire, il lavoro ha richiesto molta attenzione e pazienza infinita.

Data la mole del lavoro, ho numerato le impronte dei timbri seguendo l’ordine cronologico dei ritrovamenti ed è probabile che non corrisponda alla emissione ufficiale di ciascuno di essi, quest’ultimo dato è più facilmente ricavabile analizzando un periodo temporale molto più ampio e ricercando le prime date d’uso. Sull’aspetto cronologico la catalogazione a cura dell’AICPM, grazie alla mole delle impronte ricevute dai soci, potrà essere più precisa in quanto tratta l’intero periodo storico della Libia coloniale e non limitato agli anni 36-41, come nel mio studio.

 

 

2a1 – Bengasi Vaglia A del Tipo I (tabella 2 timbri nn. 1 e 2) – nei caratteri generali si nota la mancanza delle stellette ai lati del datario e la presenza delle parentesi che racchiudono (Vaglia A); il diametro è di mm. 28,5 e la distanza tra le lunette di mm 9. Nel tipo Ia le lunette sono parallele mentre nell’Ib quella bassa è leggermente ruotata in senso antiorario pur mantenendo la stessa distanza nella loro parte centrale (figura 4). Il riconoscimento dei due tipi è verificabile dalle dimensioni delle lettere, nel sottotipo Ib sono appena meno alte e le A di vaglia sono uguali mentre nel sottotipo Ia la prima A è più stretta della seconda.

 

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICA

Figura 4 – I timbri BENGASI VAGLIA tipo I, a sinistra il sottotipo Ia, al cen-tro Ib e a destra la loro sovrapposizione Ia su Ib (rosso).

 

2a2 – Bengasi Vaglia A del II tipo (tabella 2 timbri nn. 3, 4 e 5) – nei caratteri generali i tre sottotipi (IIa, IIb, IIc) hanno tutti le due stellette ai lati del datario e non hanno le parentesi (figura 5). Il sottotipo IIa si distingue molto bene dagli altri due i quali, invece, sono più vicini tra loro; questi ultimi presentano leggere differenze nella distribuzione delle lettere e nella posizione delle stellette. I tre sottotipi hanno le lunette di piccole dimensioni e si notano leggere differenze tra le loro posizioni. Il diametro invece è uguale per tutti: mm 28. La distribuzione delle lettere, distintiva per il IIa, lo è meno per gli altri due per i quali il riconoscimento può essere effettuato solo con la sovrapposizione di maschere predisposte facendo coincidere le due lunette e/o le stellette.

 

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICA

Figura 5 – Sovrapposizione dei tre sottotipi di vaglia A del II tipo. A sinistra Vaglia A IIa su IIb (rosso), al centro Vaglia A IIa su IIc (rosso) e Vaglia A IIb su IIc (rosso).

 

2a3 – Bengasi Vaglia A del III tipo – è presente nel mio precedente articolo ed è anche presente nella lista predisposta dai soci dell’AICPM; si tratta del timbro coloniale di ultima generazione con diametro di 32 millimetri e con le lunette arrotondate.  È caratterizzato dalla presenza sia delle stellette ai lati del datario, sia delle parentesi che racchiudono (VAGLIA A). Secondo la lista dell’AICPM se ne conoscono due tipi che si distinguono a colpo d’occhio dalla diversa dimensione delle stellette (figura 6). I due esemplari del 50 cent che ho rinvenuto hanno le stellette grandi. Dalla sovrapposizione dei due tipi, oltre alle stellette, si osservano leggeri scostamenti delle lettere centrali delle due parole Bengasi e Vaglia.

 

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Figura 6 – A sinistra BENGASI VAGLIA A sottotipo IIIa (da AICPM); al centro BENGASI VAGLIA A sottotipo IIIb ricostruito sulla base di due esemplari del lotto in esame; a destra la sovrapposizione dei due sottotipi, IIIa (nero) su IIIb (rosso).

 

In particolare dalla sovrapposizione si nota come né le stellette né le lunette coincidono se si sovrappongono le circonferenze; benché le lunette mantengano la stessa distanza (mm 10) il sottotipo IIIa le ha leggermente spostate in basso. Le scritte possono apparire coincidenti, nella realtà si osservano leggeri scostamenti. La differenza più evidente è senz’altro la dimensione delle stellette, ma si nota molto bene anche la parentesi destra che nel sottotipo IIIb non è speculare con l’omologa sinistra.

 

 

 

2b – Bengasi Vaglia B

Questo secondo sportello dell’Ufficio Vaglia di Bengasi è stato molto probabilmente aperto in seguito agli arrivi italiani degli anni ’30 ed è probabile che la sua data di apertura possa essere stata in concomitanza con il grande esodo del 1938. Anche per questa tipologia di timbro ho trovato due tipi che ho definiti I e II i quali presentano le caratteristiche generali degli omologhi due tipi A. Inoltre per il tipo I ho riconosciuto due sottotipi che ho definito Ia e Ib.

 

2b1 – Bengasi Vaglia B del Tipo I (tabella 2 timbro nn. 6 e 7) – è caratterizzato dall’assenza delle stellette ai lati del datario e dalla presenza delle parentesi che racchiudono (Vaglia B). Il suo diametro è mm 28 e la distanza tra le lunette mm 9,5. Questi caratteri sono costanti nei due sottotipi che si differenziano solo per la disposizione delle lettere (figura 7).

 

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Figura 7 – Sovrapposizione dei due sottotipi di vaglia B del I tipo. Vaglia B Ia (nero) su vaglia B Ib (rosso).

 

2b2 – Bengasi Vaglia B del tipo II (tabella 2 timbro n. 8) – presenta le due stellette ai lati del datario e quella di destra è leggermente più bassa di quella di sinistra. Le lunette non sono parallele, quella in basso è leggermente ruotata in senso orario di circa 1,5° e la loro distanza a sinistra è mm. 9 mentre a destra 9,5. La circonferenza è di mm 27,5 (figura 8). Il timbro quindi è leggermente più piccolo rispetto al tipo I.

 

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Figura 8 – Bengasi Vaglia B del II tipo.

 

 

2c – Bengasi (Cassa Vaglia Risp.)

Molto interessante è stato anche il rinvenimento di 13 francobolli annullati BENGASI (CASSA VAGLIA RISP.) (tabella 2 timbri nn. 9 e 10). Da quanto si può dedurre dai dati rilevati, questo sportello potrebbe aver lavorato poco con i vaglia, probabilmente molto di più per altri servizi a denaro. In alcuni francobolli ho riscontrato solo la dizione BENGASI quasi completa e l’attribuzione a questo particolare sportello è stata possibile grazie alle dimensioni delle lettere che sono state utilizzate per il nome della città; esse infatti sono particolarmente grandi e il nome BENGASI posto in alto nel timbro e senza parentesi sono due caratteristiche precipue per questi e solo questi timbri fra i tanti allestiti per Bengasi, almeno fra quelli sino ad ora noti. Di questo timbro ho riconosciuto due sottotipi uguali nelle linee generali ma con disposizione delle lettere evidentemente differenti (figura 9). La caratteristica principale di entrambi i tipi è la differente dimensione delle due lunette, quella inferiore decisamente più piccola.

 

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Figura 9 – I due timbri BENGASI (CASSA VAGLIA RISP.) ed a lato la loro sovrapposizione.

 

La differenza sostanziale tra i due tipi è il diametro: il tipo I ha dimensione mm. 27,5 contro i mm. 28 del tipo II, ma è modesta e di non facile percezione, specialmente quando gli annulli non sono molto nitidi (quasi sempre). La differenza è facilmente percepibile con la sovrapposizione attraverso maschere predisposte; in tal modo diventa evidente anche la differente posizione delle lettere, specialmente quelle descrittive del servizio nella metà destra.

Dai dati della tabella 1 si può dedurre che il tipo I sia stato in funzione da tempo, mentre del tipo II ho trovato purtroppo un solo esemplare con la data del 1939. La mancanza di reperimenti nel 1936, 37 e 38 potrebbe essere un buon indizio per ritenere che questo secondo tipo sia stato allestito successivamente e probabilmente sempre a seguito del grande afflusso del 1938.

 

 

 

3 – Presentazione ed elaborazione dei dati

Nella tabella 1 riporto i 97 esemplari trovati con timbro Bengasi Vaglia suddivisi per tipologia di timbro e per anno d’uso; di questi 11 esemplari non riportano l’anno e sono nell’ultima colonna a destra. In percentuale, su 97 esemplari, si ha l’88,7% di francobolli datati e, di conseguenza, l’11,3% senza anno leggibile. Dalla tabella, e relativamente ai dati del lotto studiato, si deduce che nel 1937 dovevano essere già attivi sia lo sportello/ufficio CASSA VAGLIA RISPARMI, sia lo sportello Vaglia A come mette in evidenza la loro continuità di apertura durante gli anni considerati.

 

 

GLI ANNULLI VAGLIA DI BENGASI SUL 50 CENT DI POSTA AEREA DI CIRENAICA

Tabella 1 – francobolli da 50 cent con soprastampa LIBIA annullati presso gli sportelli Vaglia di Bengasi tra il 1937 e 1940. L’ultima colonna a destra, totali, incorpora gli annulli senza data all’interno della tipologia di appartenenza.

 

 

L’alto numero di guller predisposti per lo sportello Vaglia A, e visibilmente usati nel periodo di indagine, può essere messo in relazione con una probabile attività continuativa connessa ad un alto afflusso di utenti verso questo sportello (figura 10);

 

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Figura 10 – attività degli sportelli vaglia di Bengasi.

 

 

da questa continuità operativa può scaturisce facilmente anche il deperimento dei timbri causato da usura, danneggiamenti di vario tipo ecc. In effetti in alcune impronte ho notato malformazioni da urti/cadute, in figura 11 ne mostro un esempio in cui si nota la deformazione del cerchio e della G di Bengasi con leggero spostamento della lettera verso la lunetta (figura 11).

 

 

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Figura 11 – deformazione di un guller in cui il cerchio esterno arriva in contatto con la lettera G deformandola e spostandola leggermente verso la lunetta.

 

 

Il timbro Vaglia A del III tipo, in entrambe le versioni Ia e Ib, per intenderci quello con diametro mm. 32 e gli apici arrotondati delle lunette, è tardivo in quanto allestito per il rinnovo del parco timbri di tutta la Libia.

I dati della tabella 1 supportano anche razionalmente l’ipotesi che lo sportello Vaglia B sia stato aperto nel 1938 in concomitanza con il grande esodo di coloni dall’Italia e, probabilmente, anche per i precedenti flussi migratori prodotti dalla politica di Italo Balbo.

 

Per quanto riguarda l’uso dei vari timbri, i dati della tabella mostrano che durante il 1938 e il 1939 Il timbro maggiormente utilizzato risulta essere il Vaglia A tipo IIc, Nello stesso biennio si nota anche un consistente uso dei timbri Vaglia A Ib, A IIb, Vaglia B II e CAssa VAGLIA RISP. I (CVR I). Per quest’ultimo in particolare si nota un uso costante nel tempo ma con un apice nel 1939; in questo anno e per questo sportello sembra far capolino la seconda versione del guller (CVR II).

Nelle figure 12, 13 e 14 riporto tre diagrammi relativi, uno alle frequenze di uso dei vari timbri Bengasi Vaglia nell’arco di tempo considerato da questo studio (figura 12), sia per mostrare la frequenza di uso di ciascuno di essi sui bollettini vaglia (figura 13), sia la loro frequenza di ritrovamento in relazione al lotto studiato (3.000 pz) (figura 14). In questi diagrammi i francobolli nei quali non è leggibile l’anno sull’annullo sono classificati con la voce nd (non determinabile) e sono riportati separatamente nel diagramma di sviluppo temporale (figura 12) mentre sono incorporati nella tipologia del timbro di attribuzione per i diagrammi di frequenza di uso di ciascun timbro (figure 13 e 14).

 

 

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Figura 12 – frequenza percentua-le d’uso del 50 cent. Con sopra-stampa LIBIA annullati nel pe-riodo 1936-41 presso gli Uffici Vaglia di Bengasi. Dati relativi al solo lotto analizzato. Nd = non determinabile

 

 

Nella successiva figura 13 è riportata la frequenza d’uso dei vari tipi di timbri vaglia utilizzati dall’Ufficio Vaglia di Bengasi apposti su ricevute (polizzino) affrancate. Il diagramma evidenzia la facilità di reperire l’annullo Bengasi vaglia A IIa con circa il 30% delle probabilità. Da notare che quasi la metà degli annulli ha una frequenza relativa inferiore al 5% e, per alcuni di questi, il valore si approssima allo zero. Benché il campione analizzato non sia elevatissimo (3.000 pz), cionondimeno esso può essere considerato sufficiente per una valutazione attendibile dei risultati statistici che fornisce. C’è anche da dire che moltissimi esemplari di questa emissione sono andati dispersi nel mazzettame che veniva ulteriormente ridistribuito nelle composizioni. Essere riuscito oggi a ricomporre un lotto di 3.000 pezzi, in realtà qualcuno di più, non è cosa da poco.

 

 

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Figura 13 – frequenza d’uso dei timbri che hanno annullato i 97 francobolli da 50 cent di Cirenaica su bollettini vaglia. (non sono considerati in questa ricerca gli annulli su bollettini non affrancati).

 

 

Il diagramma di figura 14 è apparentemente molto simile a quello di figura 13, lo è solo nella forma, la sostanza è decisamente diversa. In questo caso gli esemplari con annullo Bengasi Vaglia sono messi in relazione al numero totale di esemplari analizzati e questa volta le difficoltà di reperimento di questi esemplari si mostrano nella loro migliore evidenza.

 

 

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Figura 14 – Frequenza di rinvenimento di esemplari con annullo Bengasi Vaglia nel lotto di 3.000 esemplari analizzati.

 

 

Mettendo in relazione i ritrovamenti degli annulli Bengasi Vaglia sul totale del lotto analizzato, si evince in modo molto chiaro che, anche solo il tipo più facile da reperire, ha una probabilità di appena l’1%. Tra i meno difficili si passa a tipi di annullo con circa lo 0,5% di probabilità; ma la metà circa di questi annulli sarà veramente molto difficile da trovarsi, a meno del classico colpo di fortuna in quanto hanno una probabilità decisamente prossima allo zero. C’è anche da dire che la facilità di trovare ricevute di bollettini vaglia con francobollo aggiunto non ha la frequenza che hanno le buste viaggiate. Qui faccio solo considerazioni di frequenza e non di valore commerciale e tra l’altro è un modello postale non molto appetito se non da pochi specialisti.

 

 

 

4 – I timbri ricostruiti

Il lavoro di ricostruzione degli annulli e del loro confronto e classificazione non è stato affatto semplice ed è stata la parte più impegnativa di questo studio. Bisogna dire che, anche se il campione relativo è piccolo, nondimeno i circa 100 esemplari con annullo Bengasi Vaglia sono un buon numero per fare un po’ di statistica credibile. Inoltre, come accennato in precedenza, gli annulli vaglia sono spesso centrati sul francobollo e la percentuale degli annulli a superficie ridotta sul francobollo sono stati molto pochi.

Nei casi in cui l’impronta è parziale sul francobollo è stato comunque possibile ricostruire gli elementi determinanti alla classificazione; in altri casi l’impronta è mancante della lettera dello sportello (A o B), ma l’attribuzione è stata facilitata proprio dai particolari tecnici peculiari di ciascun timbro. Ho curato molto il dettaglio dei particolari proprio per agevolarne la ricostruzione e nello stesso tempo limitare al massimo gli errori, ma si sa che maggiore è la difficoltà e maggiori sono la possibilità di sviste ed altri inconvenienti, la ricerca è così. Spero di averli limitati al massimo e ringrazio in anticipo coloro che vorranno segnalarmi loro note in modo che possa apportare le dovute correzioni. Personalmente ho ricontrollato più volte sia la ricostruzione delle impronte sia la loro classificazione sia le elaborazioni statistiche, ma come è ben noto all’autore possono sfuggire alcuni particolari anche se la rilettura è stata ripetuta più volte.

Nella tabella 2 riassumo i caratteri salienti di ciascun timbro ricostruito. Nella prima colonna di sinistra, riporto l’impronta ricostruita per ciascun tipo o sottotipo riconosciuto, nella seconda i dati tecnici di ciascuna impronta e nella terza riporto alcune descrizioni utili e di corredo per il riconoscimento del timbro annullatore. In questa ultima ho inserito l’immagine dell’esemplare dal quale è stato estratto l’annullo e la ricostruzione della sua impronta.

 

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Tabella 2 – tabella delle caratteristiche tecniche dei timbri Bengasi Vaglia riportati nella tabella 1.

 

 

 

Ringraziamenti

Desidero ringraziare per la fattiva collaborazione prestata Roberto Monticini, Luigi Ruggero Cataldi, Carlo Grossheim,  Antonino Trapani, Mario Cucuzzella, Antonio Lunardi, Franco Moscadelli, Alessandro Ballantini e Luigi Caponi.

 

Bibliografia

AICPM, Associazione Italiana Collezionisti di Posta Militare – sito internet: https://www.aicpm.net/

Bignami M., 2014 – Alcune note sul vaglia ordinario, in Storia postale, IlPostalista, https://www.ilpostalista.it/sommario_172.htm.

Capresi V., 2007 – I centri rurali libici – L’architettura dei centri rurali di fondazione costruiti in Libia – colonia italiana – durante il fascismo (1934-1940)https://www.academia.edu/2065312/I_centri_rurali_libici_di_fondazione_architettura_e_urbanistica_1934_1940_proceedings_of_the_conference_Citt%C3%A0_di_fondazione_Politiche_per_la_citt%C3%A0_e_antropizzazione_tra_fascismi_e_democrazie_IUAV_Venice_2009.

Cipriani N.L., 2025 – La ricostruzione di alcuni timbri di Libia degli anni ’30 e ’40.

https://www.peritofilatelico-cipriani.it/la-ricostruzione-di-alcuni-timbri-di-libia-degli-anni-30-40/, https://www.ilpostalista.it/sommario/sommario_083.htm

Di Vita C., (2013) – Libia 1911/1943 – Storia postale della Colonia di Libia e non solo. Volume II. Tasporti Grafici, Trezzano sul Naviglio, MI.

IlPostalista, Storia Postale – Servizio a Denaro – Vaglia Ordinario. http://www.postaesocieta.it/magazzino_totale/pagine_htm/serv_denaro/vaglia.htm

Macrelli P., (1996) – I bolli degli Uffici Civili della Libia. Fil-Italia Vol. XXII, n. 3, giugno 1996.

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