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Nicola Luciano Cipriani

filigrana lettere

TIPI DI CARTA E FILIGRANE LETTERE NEL 50 CENT. DI POSTA AEREA DI TRIPOLITANIA CON SOPRASTAMPA LIBIA

Nicola Luciano Cipriani

 

 

 

Dopo aver controllato circa 10.000 esemplari del cent. 50 rosso con soprastampa LIBIA mi è venuto spontaneo proporre un articolo sulle filigrane lettere. In effetti ho realmente analizzato 98 mazzette e qualche piccolo lotto di sfusi. La curiosità è scaturita da un esemplare con lettere in doppia fila ben evidenti. Avevo già notato nella precedente visione del cugino viola di Cirenaica una certa scarsità di ritrovamenti ed anche una certa monotonia della posizione di filigrana, tratterò in altro articolo questo francobollo. Passando allo studio del cent 50 rosso ho fatto osservazioni più attente anche perché mi era stato dato un lotto in cui faceva bella mostra di sé un esemplare con filigrana lettere in doppia fila, ben noto al suo proprietario.

Da quanto sopra è evidente che le filigrane lettere in questi valori non sembrano affatto essere frequenti e l’idea mi è balenata ben presto nel cervello allorquando, dopo la visione di diverse mazzette, non usciva nemmeno un esemplare con lettere appena accennate. In realtà il discorso sulle filigrane lettere va fatto con le pinze in quanto questo argomento ha attratto molti collezionisti, specialmente a partire dagli scorsi anni ’70-’80. Il non trovare quindi esemplari con queste caratteristiche è chiaramente legato al numero dei passaggi di mano nel corso del tempo. Non tenterò affatto di fare statistiche in merito perché sicuramente non saranno obiettive.

Le impronte dei timbri sono state studiate prima da Piero Macrelli e più recentemente da Di Vita; questo ha aggiunto alcune impronte per la libia in generale, ma l’elenco fatto da Macrelli per quelli usati specificatamente per Tripoli è molto più ampio.

 

I tipi di carta e l’orientamento della filigrana

Prima comunque di trattare la filigrana, ritengo utile descrivere il supporto e l’orientamento delle corone in filigrana. Come è noto la filigrana è un tappeto di corone che assumono la posizione normale nel formato doppio orizzontale; per la stampa dei formati verticali le vignette sono riprodotte sul cilindro di stampa in posizione coricata e quindi anche la filigrana assume questa posizione.

In quanto all’inversione della posizione della filigrana (destra-sinistra o alta-bassa) può avvenire principalmente per due cause, entrambe in fase di lavorazione in cartiera. La prima è causata quando la colla viene applicata sul lato opposto a quello che porta la filigrana; la seconda è prodotta dalla direzione di avvolgimento delle bobine. Ci sarebbe anche una terza causa dovuta all’allestimento del piano di appoggio della pasta che deve ricevere le impronte della filigrana, ma questo terzo caso mi sembra poco probabile anche se comunque possibile. I due casi precedenti si possono distinguere in quanto, nel primo caso, la stampa viene apposta sul lato della filigrana riconoscibile con luce radente.

Anche la carta può essere di vario tipo, quando la costanza della produzione in cartiera tende un po’ a venir meno si generano differenze anche nel prodotto finale; questo problema deriva dalla tipologia di materiale grezzo che arriva in cartiera e sostanzialmente dipende dal rapporto vegetale/cenci. Le antiche cartiere ricevevano attraverso un sistema di raccolta a livello regionale essenzialmente frammenti di stoffe usate ed abiti logori. L’uso della cellulosa da vegetali si è sviluppato invece nella prima metà dello scorso secolo e le due tipologie di approvvigionamenti sono state parallele per diversi decenni.

Questa premessa descrittiva è stata necessaria in quanto il francobollo in esame si presenta con due differenti tipi di carta: uno leggermente colorato in nocciola molto chiaro ma ben evidente che chiamerò carta crema e l’altro invece tipicamente bianco (figura 1).

Figura 1 – a sinistra esemplare stampato su carta bianca, a destra un secondo esemplare stampato su carta color nocciola chiaro. La differenza si intravede anche sul fronte, in particolare sul perime-tro bianco; anche il co-lore della stampa può esserne influenzato.

 

 

 

In entrambi i casi si osservano molto saltuariamente variazioni di debole intensità del colore della carta ma non mi sono addentrato in specifiche di questo tipo. Da precisare che i colori della carta in figura 1 sono risultanti dalla scansione e potrebbero esserci modeste differenze di tonalità dovute all’effetto del sistema elettronico di scansione e di memorizzazione.

La caratteristica più evidente dei due tipi principali di carta descritti, oltre il colore, è l’orientamento delle corone che può essere destro o sinistro; tale direzione è data dalla posizione della croce sull’apice della corona. In base agli esemplari visionati, la filigrana è quasi esclusivamente destra nella carta bianca e altrettanto quasi solo sinistra in quella crema. Ho riscontrato pochissimi esemplari con l’orientamento invertito in entrambi i casi. Tra l’altro ho notato che gli esemplari su carta crema riportano principalmente l’annullo POSTA AEREA * TRIPOLI D’AFRICA * corrispondente al n. 131 della classificazione di Macrelli e al n. 65 di quella di Di Vita.

 

Figura 2 – Da sinistra le prime due immagini sono dello stesso franco-bollo su carta bianca; la coppia di destra invece riproduce l’esemplare su carta crema. En-trambi sono gli stessi di figura 1. Si noti il differente orientamento delle corone in filigrana.

 

 

In figura 2 riporto i due esemplari di figura 1: carta bianca (coppia sinistra) e carta crema (coppia destra); ciascuna coppia di immagini riproduce lo stesso esemplare, a sinistra immagine scansionata in luce bianca ed a destra lavorata con software di grafica allo scopo di rendere ben visibile la filigrana. La carta crema, nell’immagine grigia, mostra una maggiore puntinatura (piccoli puntini scuri) messa in evidenza dalla eliminazione dei colori, tali puntini rivelano una maggiore porosità della carta che ne determina anche una maggiore morbidezza; al contrario la carta bianca presenta una leggera maggiore consistenza. Tali caratteri dipendono decisamente dal materiale grezzo utilizzato e probabilmente l’impasto dal quale è derivata la carta crema è più eterogeneo di quello utilizzato per la produzione di carta bianca.

Per la carta crema ho visionato un numero di esemplari corrispondente a circa il 10% del campione analizzato corrispondente a un migliaio di esemplari. In questi la costanza della tipologia di carta e la posizione delle corone in filigrana sono decisamente molto costanti. Quasi sempre sono presenti due corone intere e abbastanza centrate rispetto alla dentellatura, raramente ho trovato esemplari con un piccolo accenno della terza corona. In due soli esemplare ho potuto constatare la posizione invertita della filigrana e in figura 3 propongo l’esemplare annullato con impronta POSTA AEREA * TRIPOLI * corrispondente alla n. 131 di Macrelli e n. 68 di Di Vita.

 

 

Figura 3 – esemplare su carta crema con filigrana invertita: corone volte a destra.

 

 

Parimenti per la carta bianca sono difficili da trovare quelli con filigrana sinistra. In figura 4 mostro un esemplare annullato a Tripoli con timbro annullatore POSTA AEREA x Tripoli d’africax corrispondente al n. 131 della classificazione di Macrelli e il 65 quella di Di Vita; e presente nell’elenco della voce “I Bolli di Tripoli”, argomento all’interno del Forum AICPM.

 

Figura 4 – esemplare su carta bianca con filigrana invertita: corone volte a sinistra.

 

 

Nella gran massa del materiale analizzato ho trovato due esemplari che presentano due differenti irregolarità in una corona della filigrana. La prima (Figura 5) è stata individuata in un francobollo annullato presso la Succursale n. 3 con l’impronta corrispondente al n. 2 secondo Di Vita e n. 195 secondo Macrelli.

 

Figura 5 – questo esemplare ha una corona centrale e due parziale in alto e in basso. La corona parziale in basso appare, seppur non intera, con evidente spostamento verso destra rispetto alle altre due come evidenziato dalle frecce verdi e dalla linea rossa.

 

 

L’elemento di filigrana più in basso appare per una modesta porzione ma con evidente spostamento verso destra rispetto alle altre due. A prima vista potrebbe sembrare un semplice spostamento come è stato riscontrato in altre situazioni; in realtà più che mero spostamento direi che questo sia stato accompagnato anche da una rottura (figura 6) dove riporto una immagine elaborata con software di grafica per evidenziare i particolari.

 

 

Figura 6 – immagine parziale di figura 5 rielaborata per evidenziare non solo lo spostamento ma anche la rottura della croce in basso.

 

 

La base della corona spostata (freccia verde) sembra essere rimasta più o meno secondo l’allineamento iniziale come mostrano i due segmenti rossi. La restante parte di corona sembrerebbe spostata verso destra. C’è un altro dato che potrebbe fornire un contributo: la lunghezza dei due segmenti rossi è differente. Il graticcio di corone per costruzione dovrebbe avere la disposizione regolare con distanze orizzontali e verticali pressoché costanti. La perfezione del tappeto di corone non era certamente ideale, ma difficilmente si potevano avere variazioni di spaziatura tra le corone così evidente come in figura 6. Può succedere, non con tanta facilità, che un elemento del tappeto di corone possa spostarsi ma in questo caso penserei più probabile una interpretazione (sopra accennata) un po’ complessa che prevede lo spostamento della corona accompagnata dalla separazione tra la base e la parte soprastante in tal modo si giustificherebbe sia la distanza ridotta evidenziata dai segmenti rossi sia la maggiore distanza della parte alta della corona. Peccato che la dentellatura sia nella posizione meno opportuna e genera una certa ambiguità che non aiuta. Purtroppo non ho trovato il francobollo sottostante. Nel caso esistesse e qualche collezionista sa di averlo, sarebbe possibile sviscerare meglio questo strano fenomeno.

Il secondo esemplare è invece passato per posta senza essere annullato, si tratta quindi di un nuovo senza colla (figura 7). In questo esemplare la corona in basso presenta una rottura in corrispondenza dell’attacco con la base.

 

Figura 7 – secondo esemplare con la corona in basso rotta. Le frecce verdi ne indicano la posizione. In basso i particolari ingranditi.

 

La posizione della rottura richiama molto la situazione della figura precedente, non può assoltamente trattarsi di una coincidenza. In genere gli elementi delle filigrane sono molto delicati essendo formati da sottili fili metallici, generalmente rame, e possono quindi facilmente incorrere in rotture. Il fatto che i due esempi presentino la rottura nella stessa posizione, ritengo sia lecito pensare che le coroncine avessero proprio in questo punto il loro tallone d’Achille. Nella figura, l’immagine al centro è stata realizzata con la benzina, mentre quella a destra è lavorata con un software di grafica. Le due immagini dovrebbero rendere meglio la situazione.

 

 

La filigrana lettere

Come accennato all’inizio, non è possibile fare valutazioni statistiche sulla frequenza di ritrovamento di esemplari con filigrana lettere a causa dei passaggi di mano che questo materiale ha subito negli ultimi 50 anni circa durante i quali è cresciuta notevolmente la ricerca di esemplari con questa variante di filigrana. Un aspetto a favore è invece dato dai mezzi disponibili alla ricerca di questi particolari esemplari. Le agevolazioni tecnologiche sono relativamente recenti, un tempo si usava solo la benzina rettificata, cernendo gli esemplari indiziati. Ma la cernita basata su osservazioni dirette non è particolarmente remunerativa quando la filigrana è poco o molto poco visibile. Oggi con le scansioni e lavorando con opportuni software è possibile analizzare velocemente grandi quantità di esemplari.

Tornando alle nostre mazzette, qualcuna certamente sarà passata poco osservata, direi veramente poche. Tale considerazione scaturisce dalla completa assenza di alcun segno di questa filigrana nella maggior parte delle mazzette visionate. Da un lato è evidente che la ricerca è stata fatta, ma dall’altro è scaturito che il metodo non è sempre stato adeguato, in una delle mazzette ho trovato alcuni francobolli con filigrana lettere 10/10 ed oltre su esemplari nei quali la filigrana è poco visibile in luce bianca. Tra questi è presente anche un secondo esemplare con lettere in doppia fila, ma la doppia fila è appena percettibile poco sopra la linea della dentellatura ed il suo ritrovamento attuale conferma l’inadeguatezza della strumentazione del passato.

Sulla base di quanto detto, in merito alla valutazione statistica mi limiterò pertanto alla sola esposizione del materiale rinvenuto.

 

 

 

 

Filigrana lettere in francobolli stampati su carta color crema

 

I francobolli su questo tipo di carta presentano quasi sempre la filigrana con le due corone abbastanza centrate sui francobolli; segno che molto probabilmente gli operatori addetti facevano molta attenzione alla centratura della stampa sulla bobina. Non ho trovato, se non per minimi accenni la presenza di tre corone con la terza che mostra un accenno parziale della sua presenza. Non ho mai trovato esemplari con una corona centrata e due mezze corone ai suoi lati che avrebbero dato segni dell’esistenza di filigrana lettere intere o quasi. Ho trovato due soli esemplari con presenza di lettere in filigrana, in entrambi i casi le lettere sono in basso e presenti in  modo parziale: 3/10 e 4/10 (figura 8). Oserei dedurre che, nel caso esistessero, il ritrovamento di lettere intere in filigrana debba essere piuttosto difficile.

 

 

Figura 8 – esemplare con filigrana lettere su carta crema e corone volte a sinistra. Le lettere in filigrana sono presenti in basso solo per il 4,1%.

 

 

Filigrana lettere in francobolli stampati su carta bianca

 

La carta bianca si mostra meno avara di lettere in filigrana e le poche rinvenute, relativamente al numero di mazzette visionate sono state concentrate in poche di loro, a loro volta comprese in differenti lotti ricevuti. Nei francobolli con questa tipologia di carta ho incontrato numerosi francobolli con la corona centrale e due mezze laterali ad indicare che la filigrana lettere complete è sicuramente presente.

 

Lettere in doppia fila

Con questo carattere ben evidente è stato trovato un esemplare datomi come elemento eclatante di un lotto di 14 mazzette (figura 9); il francobollo ha annullo di un ufficio postale di concentramento (non è leggibile il suo numero, o XI° o XII°) e la fila intera di lettere presenta un valore decimale di 16,9 e la fila sottostante compare per 5,2/10.

 

 

Figura 9 – esemplare con filigrana lettere in doppia fila. Le lettere intere hanno percentuale 16,9, mentre la fila sottostante compare per il 5,2%.

 

 

In un altro lotto ho trovato un secondo esemplare con filigrana lettere in doppia fila nel quale la fila di lettere paziale è visibile per appena 2,7/10 (figura 10). L’esemplare è stato annullato dallo sportello di Posta Aerea con annullatore BENGASI (POSTA AEREA) n.10 della classificazione Di Vita e presente nel catalogo in fieri per il terzo volume sulla Libia in corso di stesura da parte dell’AICPM. Non è raro l’uso di questi francobolli fuori regione.

 

 

Figura 10 – esemplare con filigrana lettere in doppia fila. Le lettere intere hanno percentuale 16,5 mentre la fila sottostante compare per il 2,7%.

 

 

Lettere basse e lettere alte

 

In questo paragrafo non sono considerati i due esemplari con filigrana lettere in doppia fila. Descriverò i ritrovamenti degli esemplari con filigrana lettere suddividendoli in filigrana lettere in basso e in alto (figura 11). Anticipo subito che la posizione in basso è decisamente più comune. È interessante notare il grande divario tra le due posizioni di filigrana.

 

 

Figura 11 – distribuzione percentuale e massimo noto dei due posizionamenti della filigrana lettere.

 

 

La presenza di filigrana lettere in posizione bassa è numerosa e molto variegata. Nella figura 12 riporto la distribuzione delle percentuali di filigrana lettere secondo tre classi: minore di 5/10, tra 5 e 9,9/10 e valori pieni di 10/10 ed oltre da questi dati è chiara la buona possibilità di rinvenire la filigrana lettere complete.

 

 

Figura 12 – distribuzione di frequenza secondo tre classi di percentuale della presenza di lettere in filigrana.

 

 

La suddivisione presentata ha una sua razionalità dovuta più che altro all’interesse collezionistico dove gli accenni di filigrana lettere sono di regola tralasciati; il dato di maggiore interesse che si ha dalla tabella è la frequenza di lettere piene rispetto a quelle parziali. Non mi è nota, e credo non sia mai stata fatta, una distribuzione statistica generale sulla frequenza di questa tipologia di dati pertanto posso solo presentare i dati relativi al lotto analizzato e specificare che i valori numerici sono relativi esclusivamente a questo lotto senza attribuirgli un significato statistico generale. I valori esposti sono quindi presentati in percentuale relative all’interno di ciascun gruppo descritto.

Detto questo passo al dettaglio delle analisi dei decimi visibili nella filigrana per ciascun gruppo.

 

Lettere intere e parziali visibili in basso

 

Per la descrizione della posizione  della filigrana lettere userò i numeri reali dei campioni trovati senza trasformarli in percentuale.

Nella figura 13 in ascissa riporto il numero dei campioni ed in ordinate i decimi visibili di filigrana lettere. Le due linee azzurre orizzontali delimitano i gruppi descritti nella tabella di figura 11. Landamento ad S della dstribuzione è dovuta sia alla presenza di gruppi di francobolli con lo stesso valore decimale della filigrana lettere, sia dalla differenza (in decimi) non costante tra i vari campioni. Per quanto riguarda i valori percentuali minimi, è possibile che qualcosa mi sia sfuggita per la limitatezza della visibilità, ritengo comunque che si tratti di pochissime unità come si può dedurre dall’andamento della curva in prossimità dello zero.

 

 

Figura 13 – distribuzione di filigrana lettere basse visibile sui francobolli individuati.

 

 

Per capire l’andamento di figura 13 bisogna dire che dove ci sono più di un esemplare con lo stesso valore decimale, questi determinano un pianerottolo nella curva. Ad esempio il tratto orizzontale visibile a cavallo del numero 30,  è dovuto alla successione di ben nove francobolli con lo stesso valore 4,7/10. Dove invece non si formano tratti orizzontali vuol dire che ciascun francobollo ha diverso valore decimale. Un chiaro esempio sono i valori con oltre 10/10 di filigrana lettere che corrisponde alla parte di curva intorno al numero 90. Qui la curva si inclina di più proprio per la maggiore differenza dei valori decimali, in questo gruppo si notano due campioni vicini che determinano un brevissimo tratto orizzontale, si tratta due campioni con identico valore di 11,3/10. Da notare la possibilità di rinvenire qualunque decimale di lettere in filigrana e, con maggiore probabilità, quelli inferiori a 10/10, come si evince dal tratto di curva meno inclinato compreso tra le due linee orizzontali.

Concludendo questa descrizione, la correlazione teorica del grafico dovrebbe essere una retta inclinata nel caso in cui per ciascun valore ci fosse un solo francobollo e la differenza tra i valori decimali sia costante.

 

 

Lettere parziali visibili in alto

 

Già il titolo del paragrafo rivela che in alto ho trovato solo frammenti di lettera in filigrana. Anche se molte mazzette erano state già ispezionate ritengo che questa posizione di filigrana lettere sia molto meno frequente rispetto alla precedente come era già stato anticipato dai dati presentati nella tabella di figura 11.

 

 

Figura 14 – distribuzione di filigrana lettere alte visibile sui francobolli individuati.

 

 

I dati dei pochi esemplari trovati sono esposti nel grafico di figura 14. Come si può notare anche in questo caso la forma della curva è ancora ad S per i motivi espressi sopra. In questo caso i valori, essendo ridotti in numero, non sono in contatto come nel grafico di figura 12 e quindi si presentano con i punti isolati. Da notare che i valori decimali hanno differenze abbastanza vicine tra loro nella parte centrale della curva (tratto più vicino all’orizzontale) mentre le distanze si accentuano agli estremi della distribuzione, andamento notato anche per gli esemplari con filigrana lettere basse. Anche se non molto frequenti, nel caso dei francobolli con filigrana lettere alte, la distribuzione dei punti è abbastanza uniforme e se ne deduce che la loro probabilità di ritrovamento è all’incirca uguale per tutti anche se appare più facile nell’intervallo tra 4 e 5/10 (tratto di curva quasi orizzontale).

 

 

Bibliografia

Di Vita C., (2013) – Libia 1911/1943 – Storia postale della Colonia di Libia e non solo. Volume II. Tasporti Grafici, Trezzano sul Naviglio, MI.

Macrelli P. – I bolli degli Uffici Civili di Tripoli, appunti inediti.

 

Ringraziamenti

Sono molto grato a tutti coloro che mi hanno e mi stanno supportrando in questo complesso studio sui soprastampati Libia dell’ultimo periodo coloniale. Un grazie soprattutto per l’opportunità ricevuta che mi consente di ampliare e trasmettere la conoscenza di questo periodo molto interessante dal punto di vista storico postale.

I FOGLI FILIGRANATI DEL REGNO D’ITALIA E I FRANCOBOLLI PER PACCHI

 

Nicola Luciano Cipriani, perito filatelico

 

 

introduzione

Con l’emissione del 1863 il Regno d’Italia si dota di una serie organica di francobolli ordinari per poter coprire le necessità dei vari tipi di servizio postale allora attivi. L’operazione fu, come noto, affidata alla Casa londinese De la Rue che si occupò di progettare e stampare carta filigranata e francobolli. Tale attività fu portata avanti per un paio di anni e alla fine del 1865 fu sperimentata a Londra la carta filigranata italiana di probabile produzione della cartiera Avodio operante a Serravalle Scrivia (Filanci et al., 1994).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 1 – foglio filigranato utilizzato per la stampa dei francobolli ordinari dal 1863 al 1929 e per quelli per pacchi postali dal 1884 al 1946.

 

I risultati furono positivi e iniziò il passaggio graduale delle consegne all’Italia per continuare la stampa dei francobolli in proprio. La produzione italiana dei fogli filigranati continuò sulla base del progetto inglese e nel tempo le forniture furono affidate anche ad altre cartiere che, a seconda delle necessità, hanno operato anche in parallelo. Esse furono:

  • Cartiera Favini di Maslianico (CO)
  • Pietro Miliani di Fabriano (AN)
  • Cartiera Italiana di Serravalle Scrivia (AL)

I fogli erano stati progettati in modo che ciascuna corona in filigrana corrispondesse ad un francobollo stampato; al momento i francobolli avevano tutti la stessa dimensione nota come “piccolo formato” la cui dimensione era 1,85 x 2,20 alla stampa e 2,00 x 2,40 alla dentellatura.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 2 – foglio di cento francobolli da 1 centesimo corrispondente al primo quadrante riconoscibile dai larghi bordi in alto e a sinistra e la perforazione a pettine sul bordo inferiorre.

 

Il foglio filigranato aveva dimensione 46,4 x 58 circa (figura 1) ed era composto da quattro gruppi di 100 corone suddivisi da uno spazio minore tra i due gruppi verticali e leggermente maggiore tra i due gruppi orizzontali. In quest’ultimo erano presenti due piccole croci tra il I e III quadrante e tra il II ed il IV. Le piccole croci erano in prossimità tra le prime e le ultime coppie di corone. Dopo la stampa, i quattro gruppi venivano separati (Figura 2) e ciascuno di essi avrebbe avuto i propri bordi in corrispondenza dei quali non vi era filigrana; la filigrana lettere era solo in corrispondenza dei bordi esterni del foglio. Questa struttura consentiva raramente, per cattiva centratura del foglio, che i francobolli ordinari di piccolo formato potessero essere senza filigrana o avere in filigrana la piccola croce o la filigrana lettere.

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I francobolli per pacchi

Quando questi fogli furono approntati, i francobolli per pacchi non erano stati affatto previsti e, quando furono emessi, la prima volta fu nel 1884 sotto Umberto I (figura 3), ben 21 anni dopo l’adozione dei fogli filigranati.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 3 – la prima serie di francobolli per pacchi postali fu emessa durante il regno di Umberto I.

 

Questi primi francobolli per pacchi avevano una dimensione alla perforazione di mm 24×30. I francobolli umbertini furono settati sui fogli filigranati di cui sopra in due differenti modi: sia in quattro gruppi da 50 francobolli (figura 4), sia in due gruppi da 140 (figura 5).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 4 – foglio filigranato con le impronte in colore rosso corrispondenti ai quattro gruppi da 50 per la stampa dei francobolli per pacchi di epoca umbertina.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 5 – la disposizione sui fogli filigranati dei due gruppi da 140 francobolli adottata in sostituzione dei quattro gruppi da 50 francobolli.

 

Con il primo settaggio furono stampati i due valori minori, gli altri quattro con entrambi. Questa seconda disposizione sfruttava meglio lo spazio disponibile ma trascurava la variazione di filigrana che si sarebbe avuta negli spazi non filigranati verticali (compresi tra due quadranti orizzontali). Nei gruppi da 140 francobolli (in tutti i casi questi francobolli furono stampati in posizione coricata) le colonne centrali 7a ed 8a erano entrambe in corrispondenza della fascia senza filigrana e data la dimensione dei francobolli, quelli di queste due colonne presentavano una sola corona in filigrana (figura 5). Se si fosse verificato un discreto fuori registro della stampa, questo avrebbero potuto generare francobolli senza (o quasi) filigrana. Nel contempo a destra o a sinistra si sarebbe dovuto avere la filigrana lettere all’interno di almeno cinque francobolli. I cataloghi non riportano queste due varietà e durante la mia ricerca non ne ho incontrate; ho potuto notare, non di frequente, esemplari con una sola croce. Ancora da evidenziare è che su questi francobolli la filigrana è sempre coricata ed in posizione destra, come evidenziato dal Catalogo Enciclopedico Italiano. Da aggiungere che nemmeno la piccola croce è segnalata all’interno di questi francobolli. Quanto appena detto, rivela chiaramente che le maestranze ottocentesche ponessero molta attenzione alla disposizione dei fogli filigranati per la stampa.

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La riforma del 1914

La riforma del 1914 relativa alle norme per la spedizione dei pacchi postali coinvolse anche la progettazione dei francobolli e dei bollettini di spedizione. I nuovi francobolli sono allungati e formati da due sezioni separate da perforazione (figura 6); questa particolare struttura, unica al mondo, era stata adottata per far sì che la parte sinistra restasse sul bollettino di spedizione e quella di destra sulla ricevuta che, solidale con il primo, veniva separata per essere consegnata al mittente.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 6 – francobollo per pacchi postali adottato con la riforma postale del 1914 e costituito da due sezioni.

 

I francobolli venivano quindi applicati a cavallo della traccia di separazione che consentiva il distacco della ricevuta lasciando la loro metà di sinistra sul bollettino che accompagnava il pacco e quella di destra sulla ricevuta che veniva consegnata al mittente (figura 7).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 7 – esempio di un bollettno pacchi e di una ricevuta staccata, entrambi affrancati come esempio dell’uso dei nuovi francobolli. Bollettino e ricevuta sono di due differenti modelli di bollettini. La ricevuta veniva staccata al momento dell’accettazione del pacco e consegnata al mittente mentre, Il bollettino seguiva il pacco fino all’ufficio postale di consegna.

 

Nell’insieme, questi francobolli stretti e lunghi componevano fogli particolarmente allungati composti da 10 righe di francobolli su 10 colonne (figura 8); ciascun gruppo da 100 era largo 58 cm e alto 23,4.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 8 – foglio di cento francobolli da 10 cent. Si notino i larghi bordi con le scritte.

 

 

l’uso dei fogli filigranati per il nuovo formato dei francobolli

I fogli filigranati utilizzati erano sempre quelli con quattro gruppi di filigrana corona predisposti per la stampa dei francobolli ordinari sin dal 1863 (emissione DLR). Mentre per gli ordinari l’uso dei fogli filigranati fu limitato al 1929, anno dell’adozione del sistema di stampa a rotativa che utilizzava la carta in bobina, per i pacchi postali si continuò ad usarli fino al 1946.

Questi particolari fogli allungati orizzontalmente furono progettati per essere stampati in posizione coricata sui fogli filigranati (figura 9).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 9 – gruppo di 100 francobolli da 10 cent. sovrapposto al foglio filigranato in posizione di stampa.

 

La figura mostra la sovrapposizione di un gruppo da 100 francobolli sul foglio filigranato e come la stampa vada ad interessare anche la fascia senza filigrana compresa tra due gruppi verticali di 100 corone; all’interno di questa fascia sono presenti anche le due piccole croci. Con una stampa perfettamente centrata sul foglio filigranato, le due piccole croci sarebbero sempre state presenti sui bordi superiore ed inferiore del foglio, senza interessare alcun francobollo; al contrario, in corrispondenza della fascia senza filigrana si sarebbero trovate le parti destra e sinistra dei francobolli delle colonne 5a e 6a. Per questi francobolli, fino al passaggio al sistema repubblicano, il Catalogo Enciclopedico riporta sia la varietà senza filigrana per una metà dei francobolli di una delle due colonne centrali, sia la varietà piccola croce.

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Le variabili nel processo di stampa

Nelle figure successive sono riportate le due varietà descritte poco sopra; nella descrizione le parole destra e sinistra sono riferite alla visione frontale del francobollo completo. Nella figura 10 è messa in evidenza una parte di corona nella porzione destra del francobollo, mentre in quella sinistra è completamente assente.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 10 – francobollo da 60 cent. emissione 1927 la cui parte sinistra (vista frontale) non presenta la corona in filigrana. Il francobollo è collocabile nella VI colonna.

 

Se fosse stata presente, si sarebbe dovuto vedere la stessa porzione di corona nella stessa posizione della metà in cui è presente. Questo francobollo è posizionabile nella sesta colonna dove questa varietà è possibile solo nella parte sinistra del francobollo.

Nella figura 11, invece, è visibile la filigrana piccola croce nella parte alta, anche in questo caso, nella metà di sinistra.

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 11 – francobollo da lire 1 emissione 1946 la cui parte sinistra (vista frontale) presenta la piccola croce quasi completa in filigrana. Il francobollo è collocabile nella VI colonna.

 

Anche questo francobollo quindi è collocabile nella sesta colonna della quale è, molto probabilmente, il primo francobollo in alto vista la posizione della piccola croce in prossimità dell’angolo sinistro alto del francobollo.

Queste due varietà non sono rare.

Altra caratteristica di queste emissioni è anche la posizione sinistra della filigrana (figura 12).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 12 – francobollo da lire 3, emissione 1914, le cui corone sono orientate con la sommità verso sinistra.

 

Le ultime tre figure rivelano come le maestranze ponessero una attenzione limitata nel posizionare i fogli filigranati per la stampa, possiamo quindi affermare che i nuovi addetti potessero avere minore professionalità rispetto ai loro colleghi che avevano operato per la produzione dei francobolli umbertini.

Ruotando l’immagine della figura 9, cioè ponendo la stampa dei francobolli in posizione orizzontale rispetto alla lettura, possiamo ricostruire il foglio completo a stampa costituito da due gruppi di 100 francobolli (figura 13).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 13 – esempio di due gruppi da cento francobolli collocati sul foglio filigranato. I due gruppi sono distinguibili dalle scritte sui bordi che sono sia invertite che complementari.

 

Come si può notare, le scritte di formato maggiore (francobolli speciali per pacchi …) sono identiche e poste sui bordi alto e basso del foglio doppio, similmente uguali, ma di corpo minore, sono le altre scritte (il mezzo foglio di 100 …) collocate nella fascia centrale e a cavallo della separazione dei due gruppi da 100. Dalla disposizione delle scritte, quindi, è possibile riconoscere la posizione del gruppo di 100 francobolli sul foglio filigranato. Il fatto di ritrovare entrambe le posizioni di filigrana corona (destra e sinistra), vuol dire che i fogli filigranati potevano essere posti sul piano di stampa sia ruotati che capovolti. Nel primo caso il foglio veniva posto sul piano stampa con parte filigranata in basso, mentre, quando era capovolto la filigrana era sulla faccia superiore e riceveva quindi la stampa.

Le quattro modalità possibili di disporre il foglio filigranato per la stampa generano comunque due sole posizioni di filigrana: o destra o sinistra (figura 14).

 

I fogli filigranati del regno d'Italia utilizzati per la stampa dei francobolli per pacchi postali

Figura 14 – le quattro posizioni di allocamento del foglio filigranato per la stampa; esse riconducono a due sole posizioni di filigrana: destra e sinistra.

 

Le due modalità con posizione di filigrana destra possono essere distinte tra loro solo con la presenza del bordo di foglio che mostrano parte delle scritte tipiche (ministero del tesoro o ministero delle finanze, l’acronimo del produttore o il numero della tavola). In un caso saranno leggibili da sinistra verso destra e nell’altro invertite. La stessa cosa si verifica per le due possibilità di avere la filigrana in posizione sinistra.

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Bibliografia

Filanci et al., 1994 – Una questione di sicurezza. Ed, Poste Italiane.

 

 

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